L’immagine che le donne hanno di sé stesse

da | 2 Gen, 21 | Due Chiacchiere tra amiche | 0 commenti

Abbiamo chiesto a due imprenditrici Venete Sara Bruttomesso

e Cora Landolfi quanto conta l’immagine per una donna Over 40.

 

Bisogna riconoscere che per una donna, la propria visione

(corporea, lavorativa, di mamma, ecc.) spesso è al centro di tutta una serie di pensieri negativi di fallimento e paura di

non essere all’altezza o “mai abbastanza”.

 

Questo atteggiamento di per sé è molto invalidante per ogni

donna e alla lunga porta l’insorgere di disagi più profondi,

spesso causa silenziosa di tante insicurezze.

Non esiste un’unica ragione alla paura di non essere all’altezza.

Sarebbe bello se ci fosse una medicina che cura tutti i mali, ma

non è così e ognuna deve passare per il proprio percorso,

fare la propria strada e trovare (o ritrovare) sé stessa.

 

Ma come possiamo fare?

 

Sia Sara che Cora concordono che bisognerebbe imparare

a fermarsi e concedersi del tempo per affrontare queste paure.

Quali sono i pensieri negativi che affollano la mente?

In quali situazioni?

Che limiti ci s’impone da sole?

Cosa si fa per tentare di arginare il disagio?

Queste potrebbero essere una serie di domande su

cui riflettere, e fare successivamente alcune

puntualizzazioni.

 

 

Ma come viene vissuto il successo e il fallimento?

 

Sara pensa che, troppe donne svalutino erroneamente il

loro successo considerandolo solo una questione di

fortuna, mentre al contrario, amplifichino i loro fallimenti

vivendoli come se si trattasse di una inadeguatezza personale.

Quindi se da una parte il successo viene sminuito,

allo stesso tempo il fallimento viene ingigantito.

Ci si identifica troppo con l’errore, come

se fosse l’unico aspetto che ci caratterizzi in quel momento.”

 

Per Cora invece c’è un altro elemento che per una donna è

importante per determinare il successo o il fallimento ed è “l’immagine corporea”.

Questa è spesso violentata tra gli ingranaggi dei

modelli sociali e culturali, portando a considerare il proprio

corpo un’entità da distruggere mal celando una paura intrinseca.

Un mostro di donna incapace, inadeguata, poco femminile,

poco in gamba, poco all’altezza alle aspettative esterne.

 

Insomma una donna con le gambe e i fianchi mascolini,

stretti e asciutti, pronti a scattare in modo attivo e muscolare

nella giungla delle sfide di tutti i giorni e allo stesso tempo

una taglia di seno abbondante e tratti del viso iper femminili,

per interpretare un ruolo di donna accogliente, che

abbracci dolcemente e rivesta tutte le caratteristiche più classiche del genere femminile.

 

Per Sara e Cora tali doppi ruoli, 

rendono davvero tutto complesso e confuso per una donna.

Entrambe credono che il percorso per una crescita

personale, interiore e soddisfacente passi attraverso la

realizzazione di sé stesse rendendo reale ciò che si sente dentro.

 

Ringraziamole per i loro consigli, e per

qualsiasi informazione sui loro corsi mandate una mail all’ indirizzo:

 

info@davverodonna.it.

 

Archivi