LA LIBERTA’ DI NON ESSERE PER TUTTI

da | 1 Dic, 20 | Due Chiacchiere tra amiche | 0 commenti

Per quanto si parli di diversity & inclusion, evidenziando quanto sia importante rispettare e valorizzare le diversità nel senso ampio del termine, non bisogna farsi illusioni: la società umana è (e per ragioni evolutive continuerà ad essere) un sistema socio-economico fondato sull’omologazione di massa degli individui che ne fanno parte.

Il nostro primo vagito è il fischio d’inizio per un percorso di vita durante il quale le persone che conosceremo e gli ambienti che frequenteremo definiranno, nel bene e nel male, la nostra identità sociale. E nell’intento di costruirci quest’identità e di “trovare un posto nel mondo”, fin da bambini iniziamo ad applicarci sulla fronte delle etichette per poterci sentire parte di un gruppo, per poter dire di avere qualcosa in comune con altri esseri umani.

Sia chiaro, non c’è nulla di male in questo e, anzi, è un processo prettamente fisiologico per il nostro sviluppo sociale, a meno che non si voglia vivere da eremiti su una montagna. Tuttavia le etichette che utilizziamo per definire la nostra identità sociale hanno lo spiacevole effetto collaterale di soffocare la nostra vera essenza, ciò che noi siamo veramente.

Che cosa sono le etichette? Sono il nostro nome e cognome, la nostra nazionalità, il nostro lavoro, il nostro credo religioso/politico, etc. Alcune etichette sono innocue, altre hanno invece il potere di influenzare il nostro modo di pensare e di agire, che – più o meno inconsciamente – accettiamo di omologare per far parte di questo o di quel gruppo.

Vedi, essere se stessi è dannatamente difficile non solo perché “spiccare” troppo nella società dell’omologazione può condurti all’isolamento, ma anche – e soprattutto – perché siamo così abituati ad utilizzare le etichette che senza di esse non siamo in grado di definire chi siamo.

Di conseguenza essere se stessi è a tutti gli effetti un percorso di scoperta, una sorta di “via negativa” che si traduce nel rimuovere una dopo l’altra tutte quelle etichette che occultano la nostra essenza, nel ripulire completamente il nostro pensiero di tutte le stronzate di cui ci hanno riempito la testa, avendo il coraggio di mettere in discussione perfino ciò che consideriamo un insindacabile postulato.

Quindi sì, è difficile essere se stessi e spesso il prezzo da pagare è molto alto, ma riuscirci, è la più grande delle conquiste.

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