IL CODICE ATLANTICO

da | 26 Feb, 24 | Travel

Sulla rotta tra terra e mare di Santa Caterina si sfoglia l’intera isola del Brasile. Foreste, acque arcaiche, sentieri di Santi e alleanze di pescatori, creatività e jeitinho, un racconto lungo 450 km.

Una volta che l’atlantico fa la sua apparizione, l’enclave alpine, diviene un miraggio distante e il paesaggio cambia decisamente.

La Baia che ospita l’azzoniana Laguna, città natale di Anita Garibaldi è oggi una delle più grandi mete eco-turistiche, con uno spettacolo meraviglioso racchiuso nell’arrivo di banchi di pesci e di delfini che saltano verso i pescatori intenti nella loro attività.

Ma i delfini “pescatori” non sono solamente l’unica attrazione mammifera.

Tra luglio e novembre, nell’antico insediamento a nord del Brasile “San Francisco do Sul” si può ammirare la danza delle Balene Franche australi, in un varietà, che solo raramente la natura offre.

Che dire di Praia Rosa e i suoi venti che gonfiano le vele di un considerevole teatro di surfisti, oppure di Florianópolis detta Floripa con le sue insenature, lagune e splendide baie.

Insomma Santa Caterina è uno stato che sta esplodendo sull’onda della New-Economy, abbandonando del tutto il tribolato passato coloniale fatto di dispute portoghesi e spagnole, impegnandosi in un recupero della tradizione indigena che va dalla valorizzazione dell’artigianato locale alla proposta di soggiorni rurali.

Santo Antonio da Lisboa, Bombas, Bombinas e Porto Belo sono città in cui la padrona incontrastata è la Bio diversità che rende le loro spiagge rifugio e ristoro per intere colonie di tartarughe.
I grattaceli svettanti di Comboriù divisi dalla grande via Avenida Atlantica tra negozietti, tavolini all’aperto e grandi parchi dove praticare qualsiasi disciplina sportiva.

E per chi non è amante del mare, può visitare il Parco Naturale di Unipraias e le sue rarità botaniche, osservando il Cristo Luz statua gemella del redentore di Rio de Janeiro se non fosse per il disco che tiene sul braccio, o la vetta Merro Da Igreja (1800 mt.) Una estesa serra catarinese composta da sconfinate foreste dove trovano riparo comunità italiane e tedesche, che hanno profondamente replicato le architetture dei loro paesi natii e dove producono formaggio, celebrando il più grande Festival degli Alpini al mondo.

Un viaggio unico a contatto costante con l’ambiente, immersi nella ricerca di sé stessi, avvolti nelle braccia di una natura incontaminata a rinsaldare quel legame da tempo scomparso tra madre e figlio.

Quando andare: l’inverno brasiliano (18°gradi di media) coincide con l’estate italiana, stagione migliore per vedere le balene;

Come arrivare: Gol (voegol.com.br) e Azul (voeazul.com.br) coprono i voli interni in collegamento con i voli internazionali dall’ Italia;

Dove dormire:

Rio Do Nastro eco resort (riodonastro.com.br) elegante complesso a Bom Jardin chalet privati con Jacuzzi in veranda da 200 € a notte compresa prima colazione. Fuso Hotel a due passi dalla movida di Jurere (Florianopolis) dal design contemporaneo e votato alla sostenibilità. Doppia a partire da 200€. Quinta do Bucanero (bucanero.com.br) intimo hotel boutique che si affaccia alla baia di Praia Do Rosa. Doppia da 200€ compresa la colazione.

Esperienze:

Casa del Nonno (Urussanga) con degustazioni di vini ricavati da uva Goethe in case vinicole di pura origine venete. Parco di Urubici dove ammirare canyon, piscine naturali, tra sentieri di trekking e viaggi in mongolfiera. Museo Comunitario Engenho do Sertao a Bombinas con il suo artigianato locale dello Stato di Santa Caterina.

Informazioni: Ente per il Turismo Brasiliano (visitbrasil.com).

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