ESAUSTA DEI PROBLEMI QUOTIDIANI

da | 30 Ott, 23 | Editoriale

Questa confusione si materializza per due motivi:

  1. Non riusciamo a dare una priorità a tutte queste problematiche che permetterebbe di definire un grado di serietà e il loro collegamento;
  2. Un carico emotivo talmente elevato che non ci permette la lucidità necessaria nel fronteggiarli;

Risultato: disastro annunciato su tutto il fronte con conseguente stallo che provoca livelli allarmanti di ansia e stress.

Come affrontare la questione allora?

Si sa i detti dei nostri antenati sono sempre i migliori e i più efficaci quindi “contare fino a dieci prima di agire” è la cosa migliore da fare.

Durante questa fase dobbiamo concentrare la nostra attenzione sulla sensazione che stiamo provando e sul come sta agendo interiormente. Vedete ogni sensazione positiva o negativa che sia ha un percorso nel corpo e una volta capito il senso di marcia, per così dire, possiamo decidere se accelerare quel flusso nel caso di sensazioni positive, o contrariamente invertirlo nel caso di sensazioni negative.

Nel nostro caso, avendo la necessità di diminuire il carico emotivo, dobbiamo operare un cambio di direzione.

Ora che la parte emotiva è gestita, dobbiamo osservare le questioni da amministrare in terza persona, come se non fossero personali e definire una priorità.

Questa lista va fatta catalogandole in:

  • Prioritarie urgenti;
  • Prioritarie non urgenti;
  • Non prioritarie urgenti;
  • Non prioritarie non urgenti;

Così diamo un ordine di lavori con la lucidità necessaria. Il consiglio è cominciare a risolvere le questioni “Prioritarie non urgenti” che risultano essere le più impegnative, e inserire, tra queste, le “prioritarie urgenti” e via via tutte le altre.

Ad esempio: devo fare la spesa perché a casa non c’è nulla da mangiare (prioritaria ma non urgente perché posso andare quando voglio) e al tempo stesso devo prenotare una visita importante per un malessere che non mi dà pace (priorità urgente).

Prima cosa penso ad andare a fare la spesa e mentre sono nel tragitto al supermercato telefono al centro prenotazioni. Nel caso non riuscissi a prenotare la visita, almeno riesco a fare l’approvvigionamento provviste, altrimenti se investo tutto il mio tempo a prenotare l’accertamento e non ci riesco rischio di non rifornire la stiva di casa e quindi mi ritrovo con due priorità urgentissime, di conseguenza un carico di ansia maggiore.

Provare per credere come si dice in gergo.

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